Prima della mia partenza Olga mi disse: " L'importante e' che tu non scriva un post intitolato "Come Pietro raggiro' quel barbogia del Giuseppe Orlandi", il mio capo per chi non lo sapesse, e per diversi mesi ho evitato di trattare l'argomento. Ora credo sia giunto il momento di una serena riflessione su quelle che sono state le ultime giornate italiane e sulla comunicazione della mia avventura nell'altro emisfero.
Con Olga abbiamo fatto pratica di come sarebbe andata la conversazione per evitare di essere colto alla sprovvista. Ovviamente Olga interpreta suo padre Giuseppe.
Tropie: Ti dispturbo Giuseppe?
Olga/Giuseppe: No, entra pure.
Tropie: Ecco, volevo parlarti...
Olga/Giuseppe: Chiamatemi il neurodeliri!
Tropie: Dai Olga, sii seria!
Olga/Giuseppe: Ma ero seria.
Tropie: Ecco dicevo: vado in Australia. Ci ho pensato a lungo e credo che sia un'esperienza importante, e' un treno che passa una sola volta nella vita e alla mia eta' credo di doverne approfittare. Milano e' un periodo che mi sta stratta e sento il bisogno di cambiare aria.
Olga/Giuseppe: Adesso posso telefonare?
Tropie: Pensavo di partire a dicembre, quando torna Barbara dalla maternita' cosi', se non altro, non rimaniao scoperti...
Olga/Giuseppe: Ottima idea. Vedo che hai pensato a noi prima di tutto, grazie Pietro! Eccoti 10.000 euro per il tuo viaggio.
Tropie: Dici che mi dara' dei soldi? 10.000 euro?!? Mi sembra fantastico, ma sara' davvero cosi'?
Olga/Giuseppe: No.
Tropie: 5.000?
Olga/Giuseppe: Incredibile come tu non colga il mio sarcasmo on line.
Tropie: 100 euro?
Ecco, pressappoco, come e' andata realmente:
Tropie: Ciao Giuseppe, posso rubarti 10 minuti?
Giuseppe: Se e' importante, sai... siamo stracolmi di lavoro e nei prossimi mesi sara' un crescendo continuo.
Tropie: (deglutendo tutta la saliva presente) Magari ripasso.
Giuseppe: Ma no, accomodati. Tu porti sempre buone notizie.
Tropie: (cerca ancora di deglutire ma non trovando nulla decide di cominciare a sudare) Ecco, io a dicembre andrei in Australia. Ci ho pensato lungamente ( con astuzia Tropie utilizza l'aggettivo lungamente per prendere tempo)... treno da Milano Centrale... aria fresca ma viziata nelle cabine... magari vado in prima classe... eta'... tua sai la mia eta' no... 24... anzi 25... eh a volte sbaglio... quindi 25... appena compiuti... Barbara torna... maternita'... posso andare?
Giuseppe: Non ho ben capito tra tutto il tuo farfugliare, ma un viaggio in Australia mi pare un'ottima idea!
Tropie:...
Giuseppe: E mandaci una cartolina, mi raccomando!
Tropie:... come no... anche 2...
Giuseppe: E quanto starai via, immagino tu voglia almeno 2 settimane...
Tropie: ( smette di respirare, lungamente) 6... me...si
Giuseppe:...
Tropie:...
...
Giuseppe: La donna delle pulizie e' ancora sulle scale?
Tropie: Credo di si... ma...
Giuseppe: Su svelto, vai a chiamarla.
Tropie: Ma ora? Perche'?
Giuseppe: Mi pare una persona valida, con la testa sulle spalle. Pensavo di offrirgli il tuo posto al doppio del tuo stipendio.
Tropie: ...
Giuseppe: Non parla italiano, vero?
Tropie: No.
Giuseppe: Imparera'
ps: ieri ho perso un dente. (questo quello che accade in Vietnam) Adesso vado in Cambogia, ma proprio adesso.
Sono in Vietnam. Ma oramai manca poco al mio ritorno e mi pare piu' semplice attendere ancora queste poche settimane per raccontarvi le ultime vicende.
Per il momento zoppico per un infortunio risalente a 2 settimane fa durante un'intensa sfida calcistica nel Laos. C'erano anche in palio dei soldi, qualcosa come 10 centesimi a testa, quindi potete immaginare l'intensita' della partita. Sono poi andato all'ospedale convinto che il piede fosse rotto ma questa e' un'altra storia. Per il momento mi godo le spiagge vietnamite ed il sole che ha deciso di farsi vivo.
A tra pochissimo
ps(del 4 sett): non ho ben chiaro il motivo per cui ho intitolato questo post "L'ospedale".
Per prima cosa un aggiornamento sull'Autralia. I due, che a quanto pare sarebbero intenzionati a fermarsi li a lungo, si dovrebbero imbarcare a giorni su un peschereccio alla ricerca di aragoste. Non avremo loro notizie per circa 1 mese e mezzo.
Noi (intendo io e voi in Italia) ci eravamo lasciati a Sydney...
Auroporto di Sydney ore 16 e 30
In coda per il check-in incontro Federica, milanese e compagna di scuola di Spencer e Derek che avevo conosciuto al mio arrivo a Sydney. Lei e' li ad accompagnare un sua amica anch'essa di Milano che poco prima aveva rivisto un ragazzo (anche lui di Milano) che aveva conosciuto 6 mesi prima sempre in aeroporto. Quattro milanesi in aeroporto a Sydney non sono pochi. Soprattutto se pensate che non ne avevo incontrati nei 7 mesi passati. Poi salgo sull'aereo e accanto a me si siede un dottore col quale scambio alcuni convenevoli:
...
" E adesso dove sei diretto?"
" Bangkok per un paio di giorni e poi Italia"
" Vacanza?"
" No ci vivo"
" Anch'io. Italiano?"
" Si"
" Che ne dici, parliamo italiano?"
" Pensavo lo stessimo gia facendo..."
" No, ho solo riportato la conversazione in italiano per semplicita'. Si parlava inglese noialtri."
" Ah Gia."
" Di dove sei?"
" Genova"
" ..."
" Ma vivo a Milano"
" Ah ecco."
A Bangkok dividiamo il taxi. Lui si fa lasciare in un albergo da 25 dollari. Io no. MI faccio lasciare in Kho San road, zona ad altissima concentrazione turistica dove trovo una bettola per 3 dollari al di'. La prima notte thailandese la passo insonne, un po' per il fuso, un po' per il lungo viaggio, un po' per la tensione ed un po' perche' la mia camera e' a ridosso di un pub che alle 6 del mattino non ne vuole sapere di chiudere. Alle 6 e 20 sono nello stesso pub a fare colazione con latte e cornflaks con alcuni irlandesi che cercano di offrirmi delle pinte. Alle 8 sono in un altro ostello, ovviamente scelto accuratamente tra quelli piu' quieti, dove incontro Pierre e Simon, due francesi che si sono fatti una biciclettata dalla Francia per arrivare dopo 8 mesi a Bangkok. I ragazzi sono straricchi. Ma per uno scherzo del destino, quando transitavano il Bangladesh, hanno cambiato tutti i loro soldi con la sconosciuta moneta locale che nessuono gli vuole cambiare. Con loro ed i loro miliardi passo i successivi giorni, con loro ed una ragazza inglese che vive in India e che raccontava un sacco di barzellette senza successo. Nessuno dei tre le capiva. Poi loro vanno verso sud mentre io salto sul treno in direzione Laos ( si dice Lao!). Nei 4 giorni passati a Bangkok sono andato a trovare Christoph che dall'ultima mia visita ne ha combinate:
- si e' trasferito da Hua Hin a Puyt... qualcosa ( 3 ore a nord di Bangkok)
- ha sposato Nang
- si e' ritrasferito a Pak Chiong perche' nell'altro posto non riusciva a respirare.
- Ha smesso di prendere l'insulina perche' dice che il dragon fuit ( davvero buono) e' la cura a tutti i suoi mali
- ha scoperto che sua moglie ha due gemelli
- ha iniziato la trattativa per l'acquisto di una villetta a Pak Chong appena fuori citta'
- ha comprato una macchina rossa che ha l'aria condizionata guasta
- ha scoperto che sua moglie ha un'altro figli di 3 anni.
- E' anche tornato in Svizzera per recuperare alcuni danari. La somma si aggirava, a seconda dei momenti, dai 100 mila euro ai 100000000000000000 miliardi di euro. credo che il tutto dipenda dall'instabilita' del franco svizzero.
Tornado a me sul treno ho conosciuto Marta e Chiara, due ragazze di Bergamo che dovevano uscire e rientrare dalla Thailandia per rinnovare il visto. Erano state in Laos ( "Si dice Lao!!!" " Ok scusa") per circa un mese e cosi', oltre a raccontarmi tutta la loro vita, mi hanno anche dato qualche dritta. Passata la dogana e contrattato per circa un'ora con un taxi arriviamo a Vientiane, capitale del Laos... plendida. ( " non fare il furbo" " Scusa mi e' scappato"). In effetti non e' proprio splendida. In citta' attraverso la mia prima strada lautiana ( si dira' cosi?) e rischio la vita. Bell'inizio penso. In Lao (Tie'!) si puo' pagare con qualsiasi moneta ( tranne con quella del Bangladesh, mi sono informato e ho scritto una mail ai Francesi che hanno risposto piuttosto risentiti) ma la fregatura e' che si arrotonda tutto ad un dollaro. Cosi' paghi una notte in albergo come un kinder bueno. Io mi sono mangiato un kinder bueno e ho dormito sotto i ponti, non volevo fare lo sborone. Poi mi sono svegliato, ho attraversato un'altra strada e per poco non mi tiravano sotto di nuovo.Gli autisti in Laos ("Ah! Ah! Ah!" " Adesso hai rotto i coglioni") sono davvero dei pazzi.
Il giorno dopo saluto Chiara e Marta e parto per Vang Vieng in correra. Circa tre ore di viaggio verso nord. Sull'autobus faccio conoscienza con una comitiva di inglesi con i quali passero' i futuri giorni. Mi seido davanti per gustare il panorama e la mia attenzione ricade sull'autista, mi preoccupo. Non posso fare a meno di osservarlo. Faccio tutti i test del caso per comprovare la mia eterosessualita' ( qui penso di avervi servito una serie di battute su un bel vassoietto d'argento con incisioni in oro) e tutto risulta in regola. Poi finalmente capisco. Guardo la strada, poi ancora l'autista e capisco. Qui in Laos, dopo 8 mesi di confusione, la guida e' di nuovo sul lato destro. Sulla strada le macchine si muovono di nuovo come dio comanda e nessuno mi aveva detto nulla.
Da due giorni sono solo. E' avvenuto quello che doveva avvenire. Io ricomincio il mio lento ritorno in Italia: ora sono a Sydney, partiro' lunedi' per l'Asia dove mi soffermero' per due mesi e mezzo. I miei compagni di viaggio, invece, continuano il loro cammino sulla grande isola senza la simpaticissima presenza del sottoscritto.
In questo unltimo mese di viaggio, alla continua ricerca del sole, siamo arrivati fino a Cairns con un gruppo che a tratti ha raggiunto anche la dozzina. Quando si viaggia senza sosta e, a volte, anche senza meta, il tempo per scrivere qualche riga si fatica a trovarlo ed ecco spiegata la lunga latitanza. Vediamo di riassumere alla bellemeglio:
lasciata Gayndah, nell'alba di un giorno che ci ha visto fuggire dalle grinfie della temibile Stacy, siamo giunti a Town of 1770 ( dove captan Cook deve averne combinata una delle sue in quell'anno) in cui si trovano le ultime spiagge adatte al surf. Adatte al surf ma non a me perche' non faceva caldo a sufficienza e c'era vento. Lo so, lo so, non e' proprio una frase da surfista, ma non ho mai detto di esserlo. Dopo alcune notti in un ostello che sembrava un albergo a 5 stelle (non scherzo) siamo ripartiti per quello che doveva essere, ed e' stato, uno dei parchi piu' spettacolari d'Australia. Le Withsunday Island sono 75 isolette semidisabitate a ridosso della barriera corallina. Qui ho assaggiato la prima vera separazione imbarcandomi su un veliero come mozzo di bordo. Le isole vengono visitate, nella stragrande maggioranza dei casi, su delle imbarcazioni dai 10 ai 30 letti che ospitano backpackers pronti al divertimento ( credo che Page abbia fatto uno di questi giri). Io in cambio di alcuni servizi, come il lavaggio dei piatti, il lavaggio dei piatti ed il lavaggio dei piatti, ho potuto girare le isole per 6 giorni senza dover rinunciare al cibo per un mese. Gli altri, nel frattempo, hanno incontrato amici da ogni dove che, come noi, risalivano la costa in cerca del caldo, formando un'allegra comitiva che ha poi proseguito il viaggio assieme. Al mio ritorno infatti ci siamo imbarcati tutti per un'isoletta e ci siamo rimasti per alcuni giorni nel piu' completo relax. Pesca, sole, immersioni e passeggiate. L'unica nota negativa che abbiamo registrato e' stata la presenza di un corvo che ha liberamente attinto dalle notre provviste tutte. Nel senso che ha davvero assaggiato tutto.
Saltando di palo in frasca, ci ritroviamo a Port Duglas, poco a nord di Cairns, su una piccola imbarcazione presa a noleggio alla caccia di coccodrilli. Con nostra grande fortuna ne abbiamo avvistati addirittura 7 anche se probabilmente erano sempre gli stessi 2 che ci giravano attorno. Poi siamo ritornati a Cairns abbiamo visto Trasformers (come alcuni avevano suggerito) e ci siamo salutati.
Questo riassunto verra' presto condito con particolari non appena la mia memoria decidera' di darsi una svegliata.
Il viaggio ricomincia. Dopo esserci arenati per diverso, forse troppo, tempo nella ridente (eufemismo comprensibile anche solo osservando un'atlante) Gayndah, siamo finalmente ripartiti in un'alba di pioggia che ci ha accompagnati fino a sera per poi andare ad innaffiare altre terre, altri campi di contadini sempre scontenti perche' sembra non piovere mai nel momento giusto. Per il momento giusto ci sono gli innaffiatori pero'. Mi sembra doveroso nei confronti di quelli che seguono il blog non soltanto per assicurarsi che Spencer ritorni in Italia tutto intero ricordare qualche momento e qualche personaggio di quella che e' stata, a tutt'oggi, la tappa piu' lunga.
PERSONAGGI:
Andy: nel ruolo dell'inglese alcolizzato. (Spencer ha perso indegnamente la parte)
Robin, Maria e Viky: nel ruolo delle tre amiche inglesi. Maria sarebbe irlandese e potrebbe anche uccidere per una tale affermazione.
i coreani: comparse indistinguibili tra loro che da un apparente numero di 2 aumentavano fino a raggiungere qullo di 11 piu' riserve per la partita di pallone del sabato
Matiu' (non so come so scriva): nel ruolo dell'unico coreano in grado di comunicare ma non per questo distinguibile dagli altri.
Kingy: nel ruolo del bevitore locale
L'uomo col pappagallo sulla spalla: nel ruolo dell'uomo col pappagallo sulla spalla. (tranne quando il pappagallo scende per andare ad esplorare il mondo che nel suo caso si limita ad un tavolo di pub con pochi' clienti, in questi casi diviene una qualsiasi comparsa)
i Francesi: nel ruolo, paradossale, di nostri amici.
Neal e i suoi ragazzi: nel ruolo di mangiatori di zuppa.
Denis: nel ruolo del nostro capo
Cheesburger & Bigmac: nel ruolo di due ragazze inglesi che somigliavano ad un panino
Magic: nel ruolo del cavallo selvaggio
Roorke: nel ruolo del bravo ragazzo
Il turco: nel ruolo del guastafeste. " Potete non ridere troppo che mi sconcentrate e non riesco a raccogliere."
Le due olandesi: nel ruolo delle nostre vicine di tenda noiosissime.
La coppia Kiwi: nel ruolo di pazzo e piu' pazza.
Altri italiani: uno di loro pisciava nel lavandino della rulotte perche' la notte faceva freddo per uscire. Non abbiamo approfondito di molto la conoscenza.
"... Sono due anni oramai che viaggio, ma direi che non mi manca nulla da casa" biascica Andy scolandosi la 5 pinta del mattino. " Amici? Famiglia? Il tuo letto? " lo incalza Derek, " Beh in effetti, l'unica cosa che realmente mi manca e' il mio pub locale". Qualche istante di silenzio e poi il tavolo esplode in una risata scioccata. Andy si alza per ordinare da bere e Derek saluta Kingy che di rimando solleva la mano mostrando il dito medio accompagnato da un sonoro "FUCK OFF!". Kingy comunica cosi' e Derek sembra apprezzarlo per questo. Quando piove non si lavora e l'unico luogo asciutto di questo sperduto paese e' il pub dove ognuno si improvisa Giuliacci inventando teorie sul tempo dei giorni a venire.
Il lavoro, a nostra grande sorpresa ben pagato, si riduceva nella raccolta di mandarini, arance, mandaranci e limoni. I mandarini hanno alberi enormi, i limoni sono pieni di spine e le arance pesano. Cosi' c'era comunque da lamentarsi. La vita in campeggio, nonostante la nostra attrezzatura sia meglio fornita di un campo zingari, alla lunga sfianca. C'e' la tenda che perde acqua, il freddo che non ti lascia dormire, le famose formiche, i vicini con musica tamarrissima a tutte le ore, i bagni lontani, la cucina lontana e Stasy che pretende soldi. "Stasy, oramai siamo qui da tanto, pensavamo fossimo di famiglia... che bassezza venire a chiederci di pagare". E si, anche Stasy si e' fatta avanti a rovinarci la festa, noi che pensavamo di essere ormai parte dell'arredo. Era stato onesto messaggiero il sogno fatto alcuni giorni prima di lei che ci buttava fuori dal campeggio con sullo sfondo un coreano che perdeva il controllo del suo veicolo schiantandosi contro un camion (questa parte l'ho tenuta nascosta ai miei compagni di viaggio per non allarmarli). Tra l'altro il mio primo sogno interamente in inglese, senza contare quei brevi interventi che c'erano gia' stati: come dimenticare quel giorno in cui, sbarcato a casa Furla, il Tinnu mi riceveva con un poco indicativo (almeno ora) " I see". Approfittando della nostra condizione, momentanea, di campeggiatori regolari, ci siamo trasferiti in una rulotte per iniziare la lenta trasformazione in zingari. Trasformazione bruscamente interrotta ieri mattina quando la roulotte, legata al suolo da catene e cemento non ne ha voluto sapere di seguirci.
Oltre al mio primo sogno in inglese alcune settimane fa ho terminato il mio primo libro in inglese. In realta' non si trattava prorpio del primo ma e' il primo che non ha richiesto l'uso del dizionario ad ogni pie' sospinto. Questo perche' il libro era "Il codice da Vinci" scritto da quel semi analfabeta di Dan Brown. Il libro non mi e' piaciuto e credo sia uno di quei rari casi in cui il film possa essere riuscito meglio. Tenete presente che il film non l'ho visto e ne ho solo sentito parlare male.
Cosi' sono partito anch'io alla ricerca del sacro Graal tra poliziotti francesi che parlavano un inglese piu' forbito di Stainback (unica eccezione del libro in cui lo stile si elevava ad una forma comprensibile), tra misteri, codici numerici e messaggi cifrati che solo la nostra mitica Sofia riusciva a decifrare. (Sefeifi ufunafa pofoveferefettafa, prova a decifrare questo!)
Tra i tanti, quello a cui veniva dato piu' spazio erano i numeri di Fibonacci. Per quelli che non sanno di cosa stia parlando o per quelli, come me, che avevano rirmosso questa informazione per far posto alla formazione dell'Inter '98/'99 ecco una sintetica spiegazione:
La successione di Fibonacci è una sequenza di numeri interi naturali definibile assegnando i valori dei due primi termini, F0:= 0 ed F1:= 1, e chiedendo che per ogni successivo sia Fn := Fn-1 + Fn-2. Il termine F0 viene aggiunto nel caso si voglia fare iniziare la successione con 0; storicamente il primo termine della successione è F1:= 1.
In parole povere o in numeri in questo caso:
0 + 1 = 1
1 + 1 = 2
2 + 1 = 3
3 + 2 = 5
5 + 3 = 8
8+ 5 = 13
e cosi via... 1 2 3 5 8 13 21 34 ecc..
Cosi mi sono detto: anch'io voglio la mia sequenza numerica per entrare dalla porta principale nel mondo della matematica moderna. Mi sono anche detto che dovra' essere qualcosa di semplice ed immediato e cosi eccola qua:
I NUMERI DI TROPIE
" E' praticamente come quella di Fibonacci col "X" al posto del "+"" ( su suggerimento di Pol e' stata riformulata)
0 per 1 = 0
1 per 0 = 0
0 per 0 = 0
Finita.
Questa mattina mi sveglio ed esco dalla mia tenda abusiva, stiro la schina dopo una notte passata sopra un materasso sgonfio ed abusivo e mi siedo, pronto per la solita colazione, sulla mia sedia abusiva sotto il nostro gazzebo abusivo. Il fatto e' che arrivati in questo campeggio, circa dieci giorni fa, Stacey ci ha invitato a cercare un posto senza predendere che pagassimo. Cosi' i giorni passavano e noi, felici della nostra condizione di abusivi, allargavamo i nostri confini montando gazzebo, tavolo e sedia nell'indifferenza generale. Poi, alcuni giorni fa, Stacey si presenta al nostro tavolo con aria minacciosa:
Stacey: " Scusate ragazzi, ho la lista delle persone che non hanno ancora pagato la settimana, voi sotto che nome siete?"
Spencer: ...
Stacey: ...
Spencer: " Visconti"
Stacey: " Sulla lista non c'e', scusate il disturbo."
Gli abusivi non sono nel suo elenco, come potrebbero esserci, sono abusivi.
Ritornando a questa mattina, allungo la mano sul tavolo abusivo e le vedo, loro, le nostre nemiche. Le formiche di qui si sono prese alcune liberta' che non ci aspettavamo. Con loro dividiamo il pane e gli avanzi di tutte le sere ma oramai si aggirano per le nostre tende prendendo tutto quello che fa loro comodo. L'altra sera non si trovava il sale per la pasta ed e' saltato fuori che lo avevano interrato nei loro cunicoli perche' la regina ultimamenti si lamentava per pietanze insipide.
Avevamo anche trovato una soluzione per allontanarle dalle nostre scorte: la tavola da surf. Finalmente anche lei puo' vantare una certa utilita', non tra le onde di Byron Bay, bensi' come tavolino a fianco delle tende. Un tavolino da quasi trecento dollari sono pochi i backpakers che possono vantarlo. Loro pero', le formiche intendo, non hanno trovato molte difficolta' ad arrampicarsi su per le gambe (attualmente una scatola da scarpe e una tanica d'acqua(vuota) -metti che uno voglia costruirsi un tavolino con una tavola da surf, adesso ha tutte le informazione del caso-).
Dove non si avventurano e' nei prodotti "Black & Gold" dalla confezione gialla che contraddistingue l'impareggiabile rapporto qualita'-prezzo. Noi, non per tener lontane le formiche, al supermercato compriamo solo confezioni gialle, fatta eccezione per le patatine che per conservare la busta dal colore giallo vengono raffigurate in uno squallido scatto bianco e nero.
La cassiera ti guarda e si capisce che sta pensando a noi come a dei pezzenti squattrinati. Cosi' la guardiamo di rimando cercando di farle intuire che le stiamo augurando di morire fulminata da qualche interferenza provocata da un codice a barre manomesso. Poi infila i nostri acquisti nelle varie buste, perche' qui in Australia si usa cosi' e ci rilascia uno scontrino col quale e' possibile ottenere uno sconto benzina, perche' qui in Australia funziona cosi'.
In effetti in Australia ci sono parecchie cose che funzionano in modo diverso:
- Si guida a sinistra
- Quando si attraversa la strada si guarda prima a... destra! ( per poco non mi stiravano)
- I campings sono, al confronto dei nostri, delle tenute a cinque stelle dove c'e' di tutto. A parte quello in cui siamo adesso che non offre molto.
- La disponibilita' di chiunque, a partire dal passante fino al farmacista in alcuni casi rasenta il fastidio.
- La macchina si parcheggia sempre nel senso di marcia altrimentei multa. " Vabbe' capo, arrivavo dell'a' e mi faceva piu' comodo..." qui non funziona. Multa.
- L'acqua del cesso gira nel senso opposto, io non ci avevo fatto caso ma Derek dice di aver controllato.
- I ragni. Anche qui e' Derek che me lo fa notare, perche' lui non ci va prorpio d'accordo. Diciamo che il 30% delle sue bestemmie vengono spese a causa loro. Poi c'e' un 5% che viene bruciato per il suonare della sveglia. un 15% se lo gioca durante il tragitto dal campeggio al campo di lavoro ( raccogliamo mandarini e limoni) perche' l'idea di lavorare non gli va a genio e il restante 50% a caso, ma sempre per buone ragioni.
"*" non avevo idea di che titolo dare al post e l'averlo scritto non mi ha aiutato affatto.
La condicio sine qua non dettata dalla legislazione del Queensland e' che, per guidare su Fraser Island, si abbia un mezzo con quattro ruote motrici. Cosi' quando la Miztubishi Pajero targata PJW017 si e' imbarcata ed e' sbarcata, solo pochi minuti piu' tardi, sull'isola dei dingo nessuno ha avuto nulla da ridire. E poco importa che sul battello non c'era nessun altro oltre noi.
Abbiamo trascorso una settimana esplorando l'isola in lungo e in largo, piu' in lungo che in largo per il semplice fatto che e' molto piu' lunga che larga. Tra laghi dall'acqua cristallina, con lingue di sabbia che li attraversavano quasi da parte a parte; tra dune di sabbia, dossi e buche improvvise; tra pullman con ruote grandi come una giostra e jeep all'ultimo grido; tra scogli scoscesi e spiagge a perdita d'occhi abbiamo incontrato animali che, fino a pochi giorni fa, erano comparsi di sfuggita nei pomeriggi di zapping nel mio caso o erano l'unica ragione per possedere un televisore nel caso di Spencer.
Lucertole giganti, un serpente che Spencer ha identificato nel mortale Serpente Tigre ( tanto per tranquillizzare quelli come me che hanno un buco in tenda), ragni di tutte le dimensioni e per tutti i gusti ( uno, non proprio di mio gusto, mi si e' arrampicato sul petto provocando una reazione non proprio eroica), dei piccoli scorpioni, tre squali e una tartaruga marina, un martin pescatore e poi un altro martin pescatore completamente diverso
Tropie: " Ma e' completamente diverso?!!?"
Derek: " Perche' e' femmina."
poi un'anguilla, corvi e aquile, forse una razza o forse una roccia, un delfino ed infine Lui, il dingo. In realta' e' stato il primo animale ad essere avvistato dalla truppa che, certa di vederne branchi interi e intenta a convincere una ranger a non multarla per essere sbarcata senza permesso, lo ha malcagato dedicandogli due sole foto senza zoom. Quello, come avrete intuito, e' stato l'unico dingo che abbiamo incontrato e avremmo potuto intuirlo anche noi dalla reazione della ranger che si e' precipitata alla ricerca della macchina fotografica per immortalare l'evento.
Il bivacco era organizzato a Central Station il cui nome dava alle manovre di tutte le mattine e sere un'eco militare. Doccia calda e acqua potabile erano garantite cosi' come la sicurezza grazie ad una rete metallica che avvolgeva tutto il campo. Dal cuore dell'isola ogni mattina si organizzavano spedizioni diverse per poi rientrare col calare del sole stremati e soddisfatti.
La Pajero, grazie alla guida esperta e spericolata di Derek, non si e' mai arenata nella sabbia, cosa che e' spesso successa a modelli appena sfornati. Si arrampicava su impervide salite e divorava distese di sabbia alla ricerca di nuove sfide, spingendo il suo guscio metallico ad evoluzioni sempre piu' vicine al suo limite
Spencer e Tropie: "Derek-vai-piano."
per poi ritornare la signora elegante e di classe dopo una lunga doccia sulla terra ferma.
Rientrando a Brisbane ci siamo fermati il pomeriggio allo zoo di Steve Irwin ad assistere a quelli che fino a poco tempo fa erano i suoi spettacoli: coccodrilli ormai sazi costretti ad avventare pigramente pezzi di carne, pappagalli coloratissimi che a comando svolazzavano da una parte all'altra dell'arena in cambio di un salatino, poi serpenti in piccole gabbie, elefanti e dingo (addirittura 2!) e, dulcis in fundo, tre tighi... te tigri... 3 tigrni (simpatico e'!?). Devo riconoscere che vedere tutti questi animali in gabbia provoca un'emozione infinitamente piu' piccola rispetto all'incontro casuale con anche il piu' insulso ragnetto.
Ora ci aspettano un paio di settimane di lavoro.
Ps: CAMPIONI D"ITAgLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lo so, lo so. Non siamo molto di parola. Ma le cose vanno cosi', si fanno dei piani e poi si disfano (questa e' la parte che ci riesce meglio). Adesso comunque siamo sulla costa est, quella delle ragazze in bikini, dei surfisti e delle spiagge affollate (ovviamente nulla paragonate a Rimini). Se non sbaglio l'ultima volta che ci eravamo sentiti ci trovavamo ad Adelaide: da li' siamo ritornati a Shapperton questa volta a raccogliere mele. Abbiamo lavorato per un greco che aveva meno voglia di lavorare di noi. Ci ha messo in mano un trattore e ha detto " I campi sono di la'". " Di la'?. "No, di la'". "Ok". Spencer ha passato quei giorni a curarsi le sue ferite, Derek anche e io ho raccolto. Praticamente funziona come con le pere soltanto che sono mele. Lavoravamo con 3 tedeschi che avranno detto si e no 4 parole. Tutte in tedesco ovviamente. Poi c'era un olandese noiosissimo che era l'incarnazione della sfiga. Con lui in andavo abbastanza d'accordo. E una coppia che se ne stava per conto proprio. L'unica nota positiva di Shapperton e' stata la famiglia Slaviero, "i farmacisti" per intenderci, che ci hanno invitato 2 volte a mangiare e come sempre sono stati simpaticissimi. L'ultima sera hanno dato alle figlie anche i soldi per farci bere al pub! Spencer ha detto "forse dovremmo offrire noi" ma la prima birra ha portato via ogni scrupolo rimasto.
Siamo partiti poi per Sydney dove ci aspettava l'intrepida Danila ( e non Daniela!) che sarebbe la ragazza di Derek ( sia lui che lei leggono il blog, quindi occhio perche' lui e' lontano ma prima o poi ritorna...). Spesi alcuni giorni a Sydney abbiamo puntato la bussola in direzione nord ( a dire il vero non abbiamo una bussola e Derek e' tristissimo per questo). La prima sosta e' stata a Newcastle citta' che viene disprezzata da tutti gli australiani ma che in fondo non e' troppo male. A circa mezz'ora da li', infatti, c'e' una famossisima baia dove, per svariati chilometri, si estendono imperiose dune di sabbia sulle quali la nostra Pajero ha dimostrato che i suoi 25 anni non pesano affatto. Ora siamo a Byron Bay e mi sono anche stufato di scrivere.
ps: Spencer, questa mattina, ha corso per 10 minuti!
pps: non ho voglia di rileggere quindi invito chiunque a segnalare eventuali errori che saranno prontamente corretti. ( tra l'altro la tastiera che sto utilizzando ha un tasto visibile su 4). La punteggiatura, alla quale il Fagiano tiene in modo particolare, credo che in questo post sia del tutto assente. O a caso come sempre.
Da oggi anche Franco e Gianna leggono il blog quindi niente piu' volgarita'!
ps: mi pare un aggiornamente sostanziale.
pps: per il resto siamo ancora vivi.